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Vestimenta, 100% di Cmi al gruppo Frattini

Fusco sarà l´amministratore. Ricavi raddoppiati nel 2008

Di ALESSANDRO GENOVESE - TRENTO – Svolta in vista per la Vestimenta. Dopo giorni di incertezza, l´incontro tenutosi ieri tra i funzionari di Assindustria, le parti sociali e il manager Fabio Fusco, rappresentante di Confezioni Moda Italia, la newco che gestirà il marchio Calvin Klein, si è concluso con la presentazione dettagliata del nuovo piano industriale. Assenti invece con grande disappunto dei sindacati, i rappresentanti dell´assessorato all´Industria. Il piano, che verrà illustrato ai lavoratori in un´assemblea fissata per lunedì prossimo, assegna il 100% del capitale di Cmi a Fingen, la finanziaria del gruppo Frattini, e il ruolo di amministratore delegato a Fabio Fusco. Nessun coinvolgimento diretto, dunque, della Provincia. La cessione in affitto del ramo d´azienda, inoltre, che in prima istanza sembrava dover durare un anno, si tramuterà invece successivamente in acquisto. Il programma triennale presentato da Fusco si pone come obiettivo di sviluppare il business CK raddoppiandone il fatturato: dai 18 milioni di euro del 2006, ai 25 del 2007 fino a 35 del 2008. Cmi si impegnerà poi, come richiesto dai sindacati, a dare diritto di prelazione ai lavoratori di Vestimenta in mobilità nel caso di nuove assunzioni. Gli addetti di Cmi saranno per ora 56. Soddisfatti a metà i sindacati. Se da una parte la figura di Fusco sembra fornire delle indubbie garanzie, vista la sua esperienza trentennale nel tessile/abbigliamento, restano tuttavia da scogliere alcuni nodi ritenuti cruciali dalle parti sociali. Tra questi, un impegno sul territorio che si richiedeva di cinque anni e sarà invece di tre, e le poche garanzie sulla ricaduta dell´operazione in termini di incremento occupazionale. Ed è proprio su questo fronte che i sindacati sperano di coinvolgere la Provincia, nonostante la mancata partecipazione all´incontro di ieri non sia certo di buon auspicio. «Ci aspettavamo la presenza, se non dell´assessore, almeno di un funzionario – ha dichiarato un amareggiato Mariano Campana, della Cgil – anche perché l´incontro era fissato da giorni. E comunque il piano presentato non corrisponde alle nostre richieste e sarà difficile farlo accettare ai lavoratori, tra i quali dilaga il pessimismo. A noi – ha concluso Campana – interessa che il miglioramento dei numeri economici abbia una ricaduta concreta sui lavoratori e sul territorio, e per questo chiediamo impegni precisi». Una posizione condivisa anche da Fausto Francesconi (Uilm), che, sebbene soddisfatto «per aver finalmente visto in faccia Fusco», ribadisce la richiesta di «garanzie nero su bianco» e non nasconde la rabbia per la confermata soppressione del reparto taglio, «la cui responsabilità è tutta del management di Vestimenta». Il prossimo incontro tra azienda e sindacati è previsto per martedì.

 

 

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