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Il «regalo» di Siniscalco: via libera all´A22

Il ministro firma la proroga prima di lasciare il governo. Sbloccata la concessione fino al 2014

Il «regalo» di Siniscalco: via libera all´A22
di Renzo Moser TRENTO - Domenico Siniscalco ha firmato il decreto interministeriale di proroga della concessione dell´A22. Lo ha fatto mercoledì scorso, poche ore prima di recarsi, alle 21.20, a palazzo Chigi per formalizzare le dimissioni al premier Silvio Berlusconi. È stato uno degli ultimi atti, forse l´ultimo, di Siniscalco da ministro. Con quella firma, l´ex titolare di via XX settembre ha prolungato la vita della società Autostrada del Brennero di 8 anni e 4 mesi, fino al 30 aprile 2014. Il via libera alla proroga - per la cui efficacia manca in realtà ancora la registrazione della Corte dei Conti - sblocca lavori sull´arteria per quasi 1 miliardo di euro nonché decine di milioni di euro di contributi agli enti locali. «Siamo soddisfatti - ha osservato il presidente dell´A22, Ferdinand Willeit - ma la nostra è una gioia contenuta, perché ce l´hanno fatta attendere troppo a lungo. Adesso riprendiamo il nostro lavoro con maggiore vigore». In cima all´agenda, la spinosa questione delle aree di servizio, le cui concessioni scadono a fine anno. LA FIRMA. La notizia delle dimissioni di Siniscalco era piombata come un macigno in via Berlino. Al ministro spettava infatti la controfirma sul decreto di proroga già licenziato, nello scorso aprile, dal collega Pietro Lunardi (Infrastrutture). Il timore era quello di dover ricominciare l´intera procedura. A rassicurare Willeit è stata una telefonata, giunta nella serata di giovedì dalla capitale: «Il ministro ha firmato prima di dimettersi». Una comunicazione informale, che ieri mattina ha trovato conferma: il decreto è stato licenziato senza modifiche poco prima che il ministro si dimettesse. Nel pomeriggio di ieri, l´annuncio del vertice dell´A22, che ha fatto tirare un sospiro di sollievo ai quasi mille dipendenti della società. Willeit ha ricordato che «spesso la nostra fiducia è stata minata», ha ringraziato gli azionisti e il cda («hanno tenuto duro»), il direttore generale Massimo Occello e il direttore tecnico Konrad Bergmeister, e si è infine concesso una battuta, riferendosi alle esternazioni bolzanine del viceministro Miccichè di quelche settimana fa: «Hanno firmato, si vede che Durnwalder ha fatto il bravo...». IL FUTURO. La proroga allunga la concessione di 8 anni e 4 mesi. Poca cosa rispetto ai 50 anni della prima ipotesi, risalente a quasi un decennio fa. Ma, comunque, una bella boccata di ossigeno. Anche perché, comunque vadano le cose nel 2014, il destino dell´autostrada è di fatto blindato per parecchi decenni. Alla proroga, infatti, è legato un piano finanziario già sottoscritto con l´Anas e che estende la propria efficacia fino al 2045. Investimenti, interventi, progetti: tutte le scelte strategiche sono già state impostate. E se l´A22 dovesse perdere in gara la concessione, chiunque arrivi dovrà rispettare qui piano, compreso un contributo di 1,5 miliardi a fondo perduto pro ferrovia. I LAVORI. Di qui al 2014, invece, l´A22 realizzerà un pacchetto di lavori per quasi un miliardo di euro: si va dalla terza corsia tra Verona e Modena (300 milioni) alla caserma per la Polizia stradale di Trento (5 milioni), passando per corsia dinamica tra Verona ed Egna-Ora (150 milioni), interventi di innovazione tecnologica, lavori ai sovrappassi e nuovi caselli. È prevista anche l´installazione di 60 pannelli a messaggio variabile, che regoleranno il flusso del traffico e saranno alimentati a idrogeno, con un investimento di circa 10 milioni. In tutto, gli interventi ammonteranno a 975 milioni. Per quanto riguarda la corsia dinamica, Willeit ha chiarito che il suo utilizzo per problemi di intasamento dell´arteria dovrebbe limitarsi a una quindicina di giorni all´anno. I FINANZIAMENTI. Lo sblocco farà felici gli azionisti. Il piano finanziario prevede infatti una serie di stanziamenti a favore degli enti territoriali, che in attesa della proroga erano stati congelati. Via libera, dunque, alla circonvallazione di Ora in Alto Adige, per migliorare il collegamento con la valle di Fiemme, mentre buona parte dei 25 milioni destinati al Trentino dovrebbero finanziare la nuova viabilità della Rotaliana. E ancora, a Verona, il collegamento tra Nogarole Rocca e Isola della Scala, quello con il porto a Mantova, la Cispadana per Modena. LE AREE. Saranno il primo nodo da sciogliere, visto che i contratti scadono a fine anno. Le ipotesi di azione vanno dallo scenario minimo di un prolungamento delle concessioni, con qualche ritocco, a quello massimo di un´assunzione diretta della gestione, attraverso una società di scopo. Difficilmente, visti i tempi, si potrà andare molto più in là della prima ipotesi. Quello che è certo che l´A22 investirà subito per il miglioramento delle aree. Entro il 2014 verranno investiti circa 100 milioni di euro. IL BRENNERO. La società ha già accantonato per la ferrovia più di 250 milioni di euro, a fine concessione saranno 550. Parte di questi finanzierà la tratta di accesso Fortezza-Verona, parte il tunnel vero e proprio. Il ruolo dell´A22? «Decideranno i soci», taglia corto Willeit. LE REAZIONI. E i soci, assicura il presidente della Provincia, Lorenzo Dellai, hanno già deciso: «In questa prima fase entrano le tre province (Trento, Bolzano e Verona, ndr) e stiamo già predisponendo gli atti formali. Ma l´A22 sarà un partner gestionale». Quanto alla proroga, Dellai spiega che Siniscalco «ha fatto due buone cose: una per noi (la firma, ndr) e una per lui (le dimissioni, ndr). Questa proroga non è proprio quello che ci aspettavamo all´inizio, ma, date le circostanze, va bene, perché dà certezza alla società». Per Luis Durnwalder si tratta di «un passo importante nell´interesse della popolazione locale e la base per garantire un progetto di mobilità sostenibile e il finanziamento trasversale del tunnel del Brennero».

 

 

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