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Metalmeccanici. Grasselli (Fiom Cgil): “Lavoratori esasperati, Federmeccanica irresponsabile”

In cinquecento bloccano la A22. I lavoratori attendono il contratto da sette mesi. No a erogazioni unilaterali

Metalmeccanici. Grasselli (Fiom Cgil): “Lavoratori esasperati, Federmeccanica irresponsabile”Scioperi spontanei in molte fabbriche del Trentino stamane, mentre a Trento cinquecento operai sono usciti dagli stabilimenti dell'area produttiva di Spini di Gardolo ed in corteo hanno raggiunto il casello Trento Nord dell'Autobrennero, bloccando la carreggiata nord dell'autostrada per mezz'ora. È il sintomo più evidente dell'esasperazione delle lavoratrici e dei lavoratori metalmeccanici – circa 11mila in provincia – che dopo 40 ore di sciopero e sette mesi di trattativa si sono visti sbattere la porta in faccia dagli industriali che lunedì scorso al tavolo del confronto con Fim, Fiom e Uilm hanno presentato una proposta ultimativa – 120 euro di aumenti mensili spalmanti su 30 mesi – che i sindacati hanno giudicato irricevibile perché peggiore delle proposte avanzate dagli imprenditori la scorsa settimana. Il video della manifestazione di mercoledì «120 euro in 30 mesi – spiega Roberto Grasselli, segretario generale della Fiom del Trentino – equivalgono a 96 euro su 24 mesi, la normale vigenza contrattuale. Ma meno di una settimana fa, gli industriali di Federmeccanica ci offrivano 100 euro per due anni». Nella piattaforma sindacale la richiesta salariale è stata fissata a 117 euro. «Non si tratta di una richiesta esosa. Vogliamo solo garantire ai lavoratori un reale recupero del potere d'acquisto perso in questi anni in modo da contribuire al rilancio dei consumi interni e quindi della crescita del Paese. Per questo la netta chiusura di Federmeccanica è un atto irresponsabile che esaspera i lavoratori». Grasselli è anche preoccupato dal clima che si vive nelle fabbriche. «Gli operai sono davvero esasperati. Bloccare un'autostrada non è mai un atto civile perché coinvolge cittadini e lavoratori che non c'entrano nulla. Noi non siamo i padroncini dell'autotrasporto che non hanno scrupoli a bloccare l'Italia per una settimana. Trasformare una vertenza sindacale in protesta sociale è solo la prova che le relazioni industriali sono saltate e questo non è mai un bene. Gli industriali si sono assunti quindi una grave responsabilità: sembra quasi che vogliano sbancare il tavolo. Ma qui non siamo al casinò in cui uno può puntare a vincere tutta la posta e non è neppure un match di pugilato. Si tratta di un contratto, in cui le parti devono trovare un accordo. Il “prendere o lasciare” di Federmeccanica è un gesto che impedisce di fatto ogni negoziazione». Il segretario della Fiom è durissimo sull'ipotesi di elargizioni unilaterali delle imprese. «Si tratterebbe solo di una mancia – spiega Grasselli – che seppellirebbe però ogni sana relazione sindacale. Nella piattaforma non si parla solo di salario, ma anche di inquadramenti, di sicurezza, di precarietà. Tutti temi sui quali, per il bene del settore produttivo, è necessario trovare un'intesa». Grasselli è convinto che le aziende stiamo scaricando sui lavoratori metalmeccanici italiani le inefficienze strutturali del nostro Paese. «Nei giorni scorsi – prosegue il segretario della Fiom – lo ha detto anche il ministro Amato. Ma se in Italia le politiche industriali di contesto – per esempio per le infrastrutture e i servizi alle imprese - sono state deficitarie non lo si deve certo né ai lavoratori né ai sindacati». «Sulla vicenda del nostro contratto - conclude Grasselli – ci aspettiamo che anche le istituzioni e la politica locale prendano posizione chiedendo agli imprenditori di ritornare al tavolo e riprendere la trattativa senza pregiudizi e atti unilaterali di rottura». 16 gennaio 2008

 

 

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