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Metalmeccanici. Grasselli (Fiom Cgil): “Sciopero per il contratto”

Il personale delle aziende metalmeccaniche incrocerà le braccia per otto ore. Una delegazione di operai in presidio alla sede dell'associazione industriali.

Metalmeccanici. Grasselli (Fiom Cgil): “Sciopero per il contratto”Altra giornata di sciopero per i lavoratori del settore metalmeccanico che attendono da sette mesi il rinnovo del contratto nazionale di lavoro scaduto a giugno dello scorso anno. «Si tratta di un appuntamento importante – spiega Roberto Grasselli, segretario della Fiom Cgil – in quanto a Roma si è aperta ieri la no stop nella trattativa per il rinnovo contrattuale durante la quale le parti dovranno trovare un accordo o almeno avvicinare le posizioni, oggi ancora molto distanti per la sordità della controparte datoriale. Lo sciopero serve a dare più forza ai rappresentanti sindacali in questo difficile momento della trattativa». Domani, venerdì 11 gennaio, quindi il personale delle fabbriche trentine – circa 10mila lavoratrici e lavoratori – incrocerà le braccia per 8 ore per sostenere le richieste sindacali al tavolo della trattativa con Federmeccanica. Nella piattaforma di Fim, Fiom e Uilm, i sindacati dei metalmeccanici chiedono aumenti di 117 euro medi mensili, una revisione radicale degli inquadramenti professionali e l'estensione della contrattazione aziendale anche alle piccole e medie imprese del settore. «L'obiettivo – spiega Grasselli – è quello di garantire a tutti i lavoratori redditi in linea con la media europea e così difendere i salari messi in crisi dal carovita. Il tutto senza frenare la competitività delle imprese che in questi anni hanno beneficiato di misure, come il corposo taglio del cuneo fiscale, tali da rilanciarne la capacità di reggere l'urto dei mercati emergenti e di sostenerne le produzioni. Gli imprenditori devono capire che intaccare il potere d'acquisto delle retribuzioni significa solo deprimere i consumi interni e che oggi la competitività delle aziende passa soprattutto attraverso solidi investimenti nell'innovazione». Domani l'articolazione della mobilitazione varierà da azienda ad azienda, ma in ogni fabbrica i lavoratori organizzeranno un presidio fuori dagli stabilimenti nelle prime ore di lavoro. Una delegazione di lavoratori alle 10 del mattino e fino a mezzogiorno, raggiungerà la sede di Confindustria a Trento per testimoniare simbolicamente il disagio dei lavoratori metalmeccanici e rilanciare il proprio monito affinché la trattativa con gli imprenditori si concluda felicemente e in tempi rapidi. 10 gennaio 2008

 

 

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