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Sicurezza. Gli edili chiedono interventi urgenti.

Approvato un documento dal direttivo della Fillea Cgil del Trentino.

Sicurezza. Gli edili chiedono interventi urgenti.Il Comitato Direttivo della Fillea Cgil esprime un cordoglio carico di amarezza alle famiglie dei lavoratori vittime dell’ennesima tragedia sul lavoro. Un fatto che ha squarciato l’opinione pubblica italiana e ha colpito le coscienze per l’atrocità e il numero dei lavoratori coinvolti. Un dramma che giustifica il richiamo del presidente della Repubblica a fare della sicurezza sul lavoro una delle questioni centrali dello sviluppo del Paese. Queste morti e quelle che si sono succedute in questi giorni vanno ad aggiungersi ad una triste conta quotidiana che vede il settore delle costruzioni tra quelli più colpiti. Le chiamano morti bianche. Un termine per noi riduttivo. Sarebbe più opportuno parlare di stragi sul lavoro perché dietro ogni lavoratore che muore ci stanno condizioni drammatiche per i suoi famigliari. Sono oltre 200 le vittime nel settore delle costruzioni alle quali bisogna aggiungere quelle degli altri settori che portano il numero complessivo a 1013. Fili spezzati, recisi che impongono alle forze sociali, politiche, istituzionali e produttive di fare della sicurezza una azione permanente e quotidiana della loro azione. Dove ci sono precarietà, polverizzazione delle aziende, irregolarità nella condizione lavorativa, legata magari ad una irregolarità di soggiorno nel paese, il ricorso esasperato al subappalto, ebbene lì aumentano le situazioni di rischio e aumentano gli infortuni. Dove l’organizzazione del lavoro si fonda su flessibilità e competitività accanto agli infortuni e alle malattie tradizionali si sono generate malattie nuove meno “misurabili” come: stress, insonnia, esaurimento psicofisico e depressione. Disturbi che non uccidono ma che logorano i precari, i turnisti, gli atipici. Dove ci sono qualità dell’impresa e del lavoro, rispetto del Durc e regolarità ci sono i diritti e la sicurezza aumenta. Occorre riconoscere che questo governo è senz’altro più attento alla tematica della sicurezza e della regolarità: l’introduzione del cartellina, l’obbligo di assunzione il giorno prima, le nuove norme sulla responsabilità dell’impresa, la proposta di nuovo Testo Unico, la recente emanazione della legge 123 sono atti e scelte politiche che vanno nella direzione da noi indicata e auspicata. Per la Fillea Cgil servono campagne di informazione, politiche di formazione per i lavoratori e per le aziende, una politica scolastica nelle università che hanno relazione diretta col mondo del lavoro. Serve una più rigorosa applicazione delle norme antinfortunistiche, un’azione di controllo dei carichi di lavoro e degli orari applicati. La Fillea Cgil rivendica un ruolo più incisivo degli enti paritetici in tema di prevenzione che però non può e non deve confondersi con quello degli organismi di natura ispettiva preposti ai controlli e ad interventi repressivi. Per questo abbiamo avanzato la critica e la richiesta di modifica dell’art. 7 del nuovo T:U. Riteniamo la formazione una priorità da perseguire senza la quale non si costruisce prevenzione e lotta agli infortuni sul lavoro. La Fillea Cgil opera prevalentemente nel settore edile ma le condizioni di lavoro presenti nel settore porfido sono tra le più pesanti e difficili del mondo del lavoro. I positivi risultati scaturiti dalla lunga fase di sperimentazione sulla prima lavorazione con l’individuazione del sistema bancone/sollevatore quale strumento per abbattere decisamente i rischi della movimentazione dei carichi, ha bisogno di una forte e convinta accelerazione, in particolare in quelle aree estrattive dove ad oggi nessun imprenditore ha provveduto all’installazione. Il settore legno caratterizzato da una forte ramificazione aziendale con un diffuso livello artigianale non da garanzie sull’applicazione adeguata alle norme sulla sicurezza. Gli effetti derivanti dalle polveri, dal rumore, dall’uso delle macchine e l’esposizione a sostanze nocive provocano effetti anche gravi sulle condizioni di vita dei lavoratori. La Fillea Cgil è contro una logica di contenimento dei costi della sicurezza quale elemento di competitività. La sicurezza è sviluppo e partecipazione che aiuta il livello produttivo e migliora le condizioni delle aziende. La Fillea Cgil intende mantenere la sicurezza al centro della propria azione sindacale. Per questo si adopererà assieme alle altre organizzazioni sindacali di categoria a valorizzare ed estendere il ruolo e la presenza degli RLS e RLST in edilizia, porfido e legno. RLS e RLST sono strutture del sindacato elette dai lavoratori e quindi di parte che debbono mantenere la necessaria autonomia dalle imprese, quale garanzia di reale rappresentanza. 20 dicembre 2007

 

 

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