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«Dateci gli esami di riparazione»

Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda: «Così perdiamo la strada della qualità. E si pagano meno gli insegnanti». Sindacati uniti contro Dellai: ci ripensi

«Dateci gli esami di riparazione» I sindacati bocciano Dellai sugli esami di riparazione mentre, al contrario, si schierano dalla parte del ministro Fioroni. Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda - per una volta uniti - criticano pesantemente la decisione della Provincia di non recepire la normativa nazionale su promozioni, bocciature, debiti e recupero. E chiedono a Dellai di ripensare tale scelta. In difformità dal decreto ministeriale, la Provincia sembra intenzionata a non ripristinare gli esami di riparazione. Al termine dell'anno scolastico gli alunni sarebbero dunque promossi o bocciati; in presenza di studenti con lacune in qualche materia, si renderà obbligatoria la frequenza di corsi di recupero da effettuarsi entro il 30 settembre. Dellai ha motivato tale ipotesi con l'esigenza di garantire il regolare inizio delle lezioni che sarebbe messo in discussione dai problemi organizzativi provocati dalla norma nazionale. "Questa soluzione - sostengono i sindacati - pone questioni di estrema rilevanza che riguardano aspetti di natura strettamente giuridica in quanto produrrebbero un diverso status degli studenti in provincia di Trento rispetto a quello richiesto a quelli frequentanti la scuola nel resto d'Italia. A questi ultimi sarà consentito di accedere alla classe successiva con competenze certificate diverse rispetto a quelle richiedibili nella nostra provincia, con evidente diversità di condizioni ai fini dell'accesso all'esame conclusivo di Stato". La promozione "trentina" ope legis produrrebbe cioè una differenza di trattamento non giustificabile dall'autonomia provinciale. Un problema di difficile soluzione sarebbe inoltre quello relativo a studenti trentini che si trasferiscono fuori provincia, sottoposti a due normative diverse. Se l'aspetto giuridico pone i rilevanti dubbi evidenziati dai sindacati, Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda non trascurano il piano della qualità della scuola. La proposta della Provincia non sembrerebbe infatti perseguire quegli obiettivi di serietà che sono invece alla base del decreto ministeriale. "La soluzione ipotizzata in Trentino - scrivono - non esprime l'urgenza di ripristinare gli effetti qualitativi messi in discussione sin dalla abrogazione degli esami di riparazione che non cessano di ripercuotersi sulla credibilità del sistema di istruzione e sulla motivazioni professionale del personale della scuola". Non manca infine la critica per il mancato coinvolgimento dei sindacati in una materia che presenta elementi contrattuali. "Si rileva - affermano i sindacati - che l'ipotesi di direttiva in realtà si traduca in un mero risparmio finanziario volto a retribuire meno gli insegnanti in Trentino rispetto ai colleghi del resto d'Italia perché la distinzione fra attività di sostegno e attività di recupero si traduce in diversi trattamenti economici spettanti agli insegnanti impegnati nelle due tipologie previste". Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda ricordano a Dellai la richiesta di concertazione in tema di provvedimenti riguardanti la scuola. Richiesta che - lamentano i sindacati - non sembra sia stata accolta. "Si chiede pertanto - si conclude il documento - di voler provvedere a un'attenta riflessione sulle conseguenze certamente non condivisibili della direttiva così come ipotizzata, optando per il recepimento dei disposti ministeriali". 18 dicembre 2007

 

 

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