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Dana Arco e Rovereto. Precari a rischio.

Annunciato il trasferimento di due linee da Arco, una da Rovereto, destinazione Ungheria. La Rsu protesta, chiede certezze sugli investimenti, ma né l'azienda, né l'assessore Benedetti danno risposte.

Dana Arco e Rovereto. Precari a rischio. Il documento delle rsu di Dana Italia di Arco e Rovereto Da due mesi, in qualità di rsu degli stabilimenti Dana Italia di Arco e Rovereto, chiediamo incessantemente, tramite il nostro rappresentante territoriale, un incontro con l'assessore provinciale all'industria Marco Benedetti. Purtroppo quest'incontro non ci è mai stato concesso. Avremmo voluto mettere al corrente l'assessore delle nostre preoccupazioni sulla tenuta occupazione dei due stabilimenti Dana in Trentino. Più specificatamente, rileviamo che ad Arco, già a settembre, l'azienda ci ha presentato un piano di dismissione e trasferimento di due linee di montaggio nello stabilimento di Gyor in Ungheria. Il primo trasferimento avverrà entro il marzo 2008, il secondo entro luglio dello stesso anno. In virtù della chiusura di queste due linee, ad Arco non verranno rinnovati circa 80 contratti di lavoro a termine. A ciò si aggiunge alla fine del prossimo anno la chiusura definitiva di una linea considerata obsoleta comporterà il mancato rinnovo del contratto per altri 20 lavoratori precari. In pratica 100 precari rischiano di rimanere senza lavoro. Da Rovereto il trasferimento di una linea di montaggio nello stabilimento magiaro è già avvenuto. Per questo motivo, nonostante le nostre ripetute richieste di sospendere il trasferimento, a partire da giugno di quest'anno, mese dopo mese, abbiamo assistito alla riduzione del personale di circa 30 unità. Come detto, in qualità di rsu dei due stabilimenti, abbiamo chiesto fin dall'inizio la temporanea sospensione dei trasferimenti, almeno fino alla definizione dei programmi di investimento e di industrializzazione dei nuovi prodotti per l'immediato futuro. L'azienda infatti ci ha sempre detto di considerarsi un vero e proprio incubatore di nuovi prodotti che, una volta raggiunto un adeguato livello di maturazione, possono essere trasferiti altrove per liberare energie utili alla nascita di nuove produzioni da realizzare ad Arco e Rovereto. Ma ad oggi non si sa ancora cosa verrà industrializzato nei nostri stabilimenti, né in che modo si intenda mantenere gli attuali livelli occupazionali anche nei prossimi anni. A tutto ciò si aggiunge l'amarezza di vedere operai precari, gli stessi che stanno per perdere il lavoro, alle prese con l'addestramento dei colleghi ungheresi da cui, di fatto, saranno sostituiti. Ma ci sono anche gli operai che si recano materialmente in Ungheria per insegnare alle maestranze magiare l'uso delle linee di produzione. Infine c'è l'amarezza per le inevitabili ripercussioni occupazionali lungo tutta la famosa “filiera Dana”. Di fronte a questo stato di cose, riteniamo indispensabile denunciare l'inerzia dell'assessorato all'industria e chiediamo che al più presto l'assessore Benedetti risponda al nostro appello. Le rsu di Dana Italia di Arco e Rovereto 30 novembre 2007

 

 

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