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Mutui, più di mille famiglie in difficoltà

L’allarme: «Con l’aumento dei tassi di interesse crescono anche i casi di insolvenza». Federconsumatori e Acli aprono uno sportello di assistenza, le Rurali minimizzano

Mutui, più di mille famiglie in difficoltàOltre mille trentini hanno difficoltà a pagare il mutuo della casa. Sono sempre maggiori, infatti, i casi di insolvenza dei consumatori che hanno un mutuo immobiliare a tasso variabile. In alcuni casi la rata del mutuo inciderebbe sino al 50% dello stipendio. Questo è l’allarme lanciato dalla Federconsumatori del Trentino e dalla Lega Consumatori Acli, che in quest’ultimo mese hanno registrato un incremento delle preoccupazioni da parte dei consumatori relative a finanziamenti e mutui. Le insolvenze nei pagamenti delle rate e le sofferenze legate all’incapacità di far fronte al mutuo, secondo i dati delle Casse rurali trentine, è dell’1,1%, ma questa percentuale è destinata a salire. «Nel 2004 le banche consigliavano di accendere un mutuo a tasso variabile» afferma Barbara Maseri della Lega Consumatori Acli. «Il tasso allora era molto vantaggioso, al 2,03%, quelli fissi erano al 4,5%. Ora la situazione è cambiata: i tassi variabili sono raddoppiati e ci si trova strozzati dalle rate del mutuo». Un problema che tocca la maggior parte dei trentini, visto che sono ben 108 mila i mutui accesi presso le 47 Casse rurali trentine, di cui 92 mila sono appartenenti a famiglie e una buona parte sono a tasso variabile. Il 70% di questi sarebbe destinato a pagare un immobile, visto che «i trentini non vedono più le case Itea come una soluzione, maggiormente riservate agli extracomunitari, e preferiscono accendere un mutuo per la casa, rispetto a prendere un’abitazione in affitto» continua la Maseri. Le famiglie scelgono nel 86,7% dei casi un mutuo a medio-lungo termine, non oltre i 20 anni, mentre le aziende commerciali prediligono il breve periodo nel 46% dei casi. Se il mutuo acceso con una banca non soddisfa più il contraente, fare marcia indietro non è però indolore. «Il consumatore deve farsi consegnare dalla banca il prospetto informativo - secondo la legge sulla trasparenza bancaria - per capire come andrà ad evolversi il mutuo», continua la Maseri. «A volte la rinegoziazione non è vantaggiosa, meglio estingue e riaccendere un nuovo mutuo». La completa portabilità del mutuo però, è ancora sulla carta. Il decreto Bersani bis, introdotto in aprile, consente di trasferire il debito presso un’altra banca che offre condizioni migliori, riducendo al minimo costi e formalità. «Il problema sono i mutui fondiari che godono qui in Trentino dei finanziamenti provinciali: quelli non sono soggetti alla portabilità», conclude Masera. Un consumatore che decide, dunque, di cambiare mutuo si trova di fronte ad una serie di problematiche e ad una situazione di confusione visto il momento di transizione e di recepimento della “Legge Bersani”. Nessun allarmismo, invece per il direttore generale della Cassa rurale di Trento, Michele Sartori: «C’è qualche caso di difficoltà a pagare le rate, ma il trend non è in aumento. Anche nel 2006 i casi di insofferenza si aggiravano attorno all’1,1%. Nel 2004 si consigliavano i mutui a tasso variabile perché erano convenienti e in questi 3 anni i clienti hanno risparmiato rispetto a chi accendeva un mutuo “Irs” a tasso fisso del 4, 50%». Sulla trasparenza la Cassa rurale di Trento si sente inappuntabile: «Cerchiamo di dare tutte le informazioni possibili e spiegare in dettaglio i pro e contro di un mutuo rispetto ad un altro», continua Sartori. Secondo il direttore della Cassa rurale di Trento, inoltre, l’allarmismo «inutile» sarebbe un fattore psicologico dovuto alla nuova normativa e «tutti devono avere il tempo di adeguarsi». La Federconsumatori vuole anticipare i tempi e correre ai ripari. Da dicembre, infatti, sarà aperto un nuovo sportello presso la sede di via Roma numero 35 per la tutela dei mutui in generale e la tutela del credito al consumo. Il servizio sarà offerto ogni lunedì dalle 17.30 alle 18.30.

 

 

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