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Lowara ad un anno dalla chiusura.

Una lettera dei lavoratori licenziati dello stabilimento di Malè

Lowara ad un anno dalla chiusura.Era la sera del 23 novembre, poco più di un anno fa, quando, come un fulmine a ciel sereno, dalla sede centrale della Lowara a Montecchio ci veniva comunicato che lo stabilimento di Malè sarebbe stato chiuso nel giro di pochi mesi. Per tutti noi fu un giorno triste e drammatico perché da un momento all'altro, dopo anni di lavoro e di impegno per la nostra azienda, questa ci dava il benservito. Non eravamo poco produttivi, come si usa dire oggi in un gergo un po' volgare e irrispettoso dell'umanità che pulsa sotto le tute dei lavoratori. No, non si trattava di questo, ma solo della volontà di Lowara di trasferire altrove la produzione per aumentare la redditività degli investimenti. In poche parole, per racimolare più soldi era meglio produrre là dove il lavoro costa meno. E poco importa se in questi decenni alla Lowara di Malè i lavoratori hanno acquisito di giorno in giorno competenze e professionalità. Poco importa se novanta dipendenti rimangono senza un posto di lavoro da un giorno all'altro. Questa è la dura realtà del mercato globalizzato che abbiamo vissuto sulla nostra pelle. Per questo motivo, quello fu un giorno triste anche per tutta la valle di Sole. Uno dei pochi grandi presidi industriali solandri rischiava di essere spazzato via, mettendo in crisi la vita di decine di famiglie e con esse un'idea di sviluppo che da sempre si è basata sull'equilibrio tra i settori economici. Solo grazie a quest'equilibrio il Trentino aveva saputo, negli anni passati, risollevarsi dalle diverse crisi economiche che l'avevano colpito. Oggi la speranza che a Malè torni a vivere un'attività industriale si fa più concreta. L'assessore provinciale Benedetti, il mese scorso, ci ha annunciato che esistono alcune proposte di subentro che dovrebbero essere in grado di ricollocare gran parte della manodopera ex Lowara e di rilanciare la produzione industriale in valle. A lui abbiamo già espresso le nostre perplessità, ma oggi gli chiediamo di continuare su questa strada e, come promesso, di tornare a Male nei prossimi giorni per annunciarci che la fabbrica di Malè tornerà a vivere. Lungo quest'anno abbiamo raccolto la solidarietà di molti, una solidarietà che si è tradotta spesso in impegno concreto per aiutarci in questo difficile momento. Non ci sono stati al fianco solo i sindacati e le istituzioni provinciali, ma anche tanta gente della nostra valle, tanti amministratori comunali e personalità importanti della società trentina, a partire dal vescovo Bressan. A loro va il nostro grazie, ma anche un'ultima richiesta. Fateci sentire la vostra vicinanza anche in questa fase così delicata. Se infatti abbiamo superato lo sdegno e la rabbia di un anno fa, ora è il momento di dare forza ad una speranza: che il nostro comune impegno non sia stato vano e che davvero all'ex Lowara si torni presto a lavorare. I lavoratori licenziati Lowara 24 novembre 2007

 

 

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