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Alle paritarie un milione di euro in più

Nel bilancio 2008 previsti contributi per 11 milioni. La Cgil attacca: «Perso il referendum, qualcosa si paga. È una risposta lobbistica ai lamenti degli enti gestori per la fuga degli insegnanti».

Alle paritarie un milione di euro in più Se a dicembre il dibattito in Consiglio provinciale sul bilancio preventivo 2008 non riserverà sorprese, sotto l'albero di Natale le scuole paritarie del Trentino troveranno un bel regalo. Per l'anno prossimo la giunta provinciale ha infatti deciso di aumentare di oltre un milione di euro i contributi pubblici in conto gestione a favore dei dieci istituti riconosciuti. Si passa dai 9 milioni e 400 mila euro stanziati nel preventivo 2007 ai 10 milioni e 460 mila euro previsti per il bilancio 2008: una crescita dell'11%. L'anno scorso l'aumento era invece stato minimo, 100 mila euro, passando dai 9 milioni e 300 mila ai 9 milioni e 400 mila euro. Come mai l'impennata di quest'anno? Al servizio istruzione della Provincia fanno notare che la legge provinciale 5 del 2006, all'articolo 76 comma 5, prevede stanziamenti specifici per «il sostegno degli studenti con bisogni educativi speciali», che la precedente legge 29 del 1990 invece non contemplava, e rilevano che nell'anno scolastico 2007/2008 il numero degli alunni iscritti alle paritarie è aumentato, facendo di conseguenza crescere i finanziamenti pubblici. Peraltro la nuova legge è entrata in vigore soltanto in minima parte, perché finora sono stati varati soltanto tre degli oltre trenta regolamenti attuativi complessivamente necessari, e gli iscritti, anche se i dati ufficiali non sono ancora disponibili, sarebbero aumentati soltanto di un centinaio di unità. Calcolando, sulla base dei contributi concessi lo scorso anno scolastico, una media di tremila euro ad alunno, il totale dovrebbe quindi crescere soltanto di 300 mila euro. Aumenta pure, da 300 mila a 535 mila euro, l'assegnazione di finanziamenti per l'acquisto di arredi e attrezzature didattiche. Ma i 300 mila euro di quest'anno - spiegano al servizio istruzione - non sono stati spesi perché, pure in questo caso, manca ancora il regolamento attuativo dell'articolo 76. In totale lo stanziamento previsto è quindi di 10 milioni e 995 mila euro. Solo aggiustamenti tecnici? Fonti interne a piazza Dante ammettono che la scelta ha un «risvolto politico». Ed è quindi inevitabile il collegamento con il fallito referendum dello scorso settembre con cui i promotori volevano abolire i finanziamenti pubblici alle scuole paritarie. «Il referendum è stato perso e ora qualcosa si paga», commenta amaramente Flavio Ceol, segretario di categoria della Cgil. «Prendo atto - continua - che gli stanziamenti per le scuole paritarie aumentano di oltre il 10% cosa che non accade per quelle statali». A suo avviso perché? «Questo è il frutto della richiesta arrogante degli istituti paritari rispetto alla fuga dei docenti dalle loro scuole. È una risposta lobbistica, sbagliata, ai mugugni che a ogni inizio anno scolastico viene levato alto dagli enti gestori. Il problema non è però soltanto economico, legato cioè agli stipendi più bassi che percepiscono, ma anche alle condizioni di lavoro. Nelle scuole pubbliche non c'è infatti il controllo ideologico sulla libertà di insegnamento». In Provincia si sottolinea però che i soldi in più servono anche per il sostegno ai disabili. «E perché - risponde Ceol - nello stesso settore i fondi per le "pubbliche" sono stati invece tagliati? Senza contare che la legge 5 del 2006 è ancora lettera morta perché sono stati finora varati soltanto tre regolamenti attuativi e, per giunta, in assenza di confronto con i sindacati. In realtà, glielo ribadisco, gli aumenti serviranno alle paritarie per proporre contratti integrativi e cercare di non far scappare gli insegnanti. Lo facciano, però con risorse loro e non con il denaro di tutti, e spendano meno per la loro immagine. D'altra parte questo è il risultato prodotto dall'aver parificato i punteggi delle paritarie a quelli delle scuole pubbliche. Andarsene diventa più facile e non succede soltanto in Trentino ma in tutta Italia». 21 novembre 2007

 

 

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