NEWS

Casa e nidi. Grasselli (Fiom Cgil): “Più risorse alle famiglie nel bilancio provinciale”

I metalmeccanici sono alle prese con la vertenza per il contratto nazionale. Grasselli: “La Provincia abbasi le tariffe dei nidi e garantisca nuovi alloggi pubblici”.

Casa e nidi. Grasselli (Fiom Cgil): “Più risorse alle famiglie nel bilancio provinciale”Si appellano al presidente della giunta provinciale Lorenzo Dellai, i metalmeccanici trentini e chiedono che il bilancio provinciale destini più risorse alle famiglie. «Le lavoratrici e i lavoratori del settore metalmeccanico – ricorda il segretario della Fiom Cgil, Roberto Grasselli – sono impegnati in una difficile vertenza per il rinnovo del contratto collettivo di lavoro a livello nazionale. Nonostante anche il governatore di Bankitalia, Mario Draghi, denunci la ristrettezza dei salari dei lavoratori dipendenti in Italia, Confindustria non vuole sentire ragioni. Ma le basse retribuzioni sono un freno allo sviluppo del Paese». Per la Fiom del Trentino non è solo il rinnovo del contratto a poter risolvere il problema salariale degli operai. «Anche a livello locale – spiega infatti Grasselli – si può e si deve fare qualcosa agendo sulle politiche macroeconomiche. Bisogna cioè difendere il potere d'acquisto delle famiglie con redditi da lavoro dipendente, partendo dal contenimento delle tariffe sui servizi all'infanzia e dall'aumento degli alloggi pubblici o a canone moderato. Casa, nidi e più in generale i servizi all'infanzia sono infatti voci che pesano molto sui magri bilanci familiari dei lavoratori trentini». Grasselli riconosce che nella finanziaria provinciale sono stati inseriti nuovi interventi a favore delle fasce più deboli. Ma per la Fiom si deve fare di più, soprattutto a fronte degli sgravi Irap accordati alle imprese che hanno raggiunto la cifra record di più di 40 milioni di euro. «Si dice – continua Grasselli – che il taglio dell'Irap sostiene la competitività del sistema produttivo trentino. Sarà anche vero, ma siamo altrettanto conviti che altri provvedimenti avrebbero lo stesso impatto. Tra questi, pensiamo appunto al sostegno ai consumi interni, difendendo i redditi da lavoro dipendente. Inoltre un potenziamento degli asili nido, contestualmente al drastico contenimento delle tariffe, sarebbero un formidabile incentivo per molte donne, che oggi non hanno un impiego, ad entrare nel mercato del lavoro. Quello dell'occupazione femminile è un problema storico della nostra terra. Risolverlo equivarrebbe ad aumentare di molto la competitività del sistema economico trentino. Per questo chiediamo alla giunta maggiore coraggio stanziando nuove risorse per abbattere le tariffe dei nidi». 5 novembre 2007

 

 

TORNA SU