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Porfido. Beber (Fillea Cgil): “Al settore servono regole e capacità di innovazione”

Dopo il botta e risposta tra imprenditori sulla delibera del Comune di Albiano, la Fillea Cgil torna sul tema dell'organizzazione del lavoro all'interno delle cave di porfido.

Porfido. Beber (Fillea Cgil): “Al settore servono regole e capacità di innovazione”«Lo ribadiamo: la filosofia della delibera del comune di Albiano ha dei risvolti positivi perché punta a rendere meno frammentata l'organizzazione della filiera del porfido. Ma se il principio è corretto, la sua specificazione e attuazione nel testo del provvedimento solleva delle perplessità anche nel sindacato». Dopo il botta e risposta a mezzo stampa tra diversi imprenditori sull'utilità o meno della recente delibera del Comune di Albiano, finita al Tar, la Fillea Cgil, per bocca di Renato Beber, torna sul tema dell'organizzazione del lavoro all'interno delle cave di porfido per ribadire che la priorità è e resta quella di aggregare le imprese impegnate nella filiera del porfido. «A questo obiettivo – spiega Beber – devono mirare tutti gli attori del settore, non solo i sindacati. Avere aziende troppo piccole fa sì che la concorrenza invece che sulla qualità e sull'innovazione dei prodotti e dei processi produttivi, si gioca solo sul costo del lavoro, con tutte le conseguenze negative sui lavoratori, ma anche sul prodotto che conosciamo bene. Per garantire regole certe, maggiori tutele dei lavoratori, capacità di innovazione e qualità del prodotto, a nostro parere, chi riceve la cava in concessione dovrebbe essere tenuto ad effettuare tutte le diverse lavorazioni, facendo in proprio quello che oggi viene suddiviso tra diverse aziende che acquistano il materiale di cava a diversi stadi di lavorazione. Questa sarebbe la soluzione ottimale». Beber considera “coraggiose e giuste” le denunce di uno dei soci della Dossalt, Walter Zeni, nonostante questi si opponga alla delibera del comune di Albiano. «Le considerazioni di Zeni – spiega Beber – toccano tutti i nodi più scabrosi del settore, a partire da quello degli imprenditori della val di Cembra che commerciano il porfido di altre nazioni nel mondo. Sulla necessità di una migliore regolamentazione delle attività di cava Zeni troverà sempre un alleato nel sindacato» 26 ottobre 2007

 

 

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